Nuova Cultura Europea

CHI ERANO LONGOBARDI: MITO, STORIA, ATTUALITA'

La Storia antica non sembra a molti nè interessante nè utile rispetto alla realtà in cui siamo immersi, scandita dalle regole e dai ritmi incalzanti del mondo globalizzato e dalle conquiste delle tecnologie. Sono invece la realtà, la vita e il linguaggio “efficientista”, quello delle Imprese a rappresentare la concretezza e le prospettive con le quali le odierne società civili devono confrontarsi.  Se così è, proviamo a tradurre la nostra storia in altra forma, forse più facile da accettare e comprendere.

Materia prima: i Longobardi

Iniziamo a conoscerli: chi erano, quale la loro identità? Una prima precisazione: per "Longobardi" si intende un gruppo umano di origine scandinava derivato da una mitica tribù identificata col nome di Winnili.  Subìta una prima trasformazione nella fornace di eventi bellici contro tribù confinanti, dai Winnili prese forma una Gente di forte tempra (quella longobarda, per l’appunto) che in breve - e per i successivi mille anni - divenne una tribù leader per coesione e per capacità combattiva, oltre che per radicate tradizioni sociali e religiose inizialmente di tipo nordico. Insomma, una nuova e propria classe dominante e dirigente. E siamo già passati dal mito alla storia, quella documentata dai riscontri dell’archeologia a partire dal nord della Germania, nel tratto terminale del fiume Elba (I° secolo a.C.). La Gens Langobardourm era fortemente caratterizzata da una struttura simile a gruppi di cooperative a carattere familiare, dette farae: organizzazioni polivalenti e autosufficienti in grado di coltivare, cacciare, costruire e combattere talvolta, nei casi gravi, tutte assieme al comando di un capo individuato per la circostanza

Fusioni e acquisizioni

Già nei primissimi riferimenti documentari (la anonima Origo- premessa all’Editto di Rotari del 643 - e la Historia Langobardorum di Paolo Diacono del 789) per indicare l’insieme della popolazione “longobarda” si adotta il termine Gens. Con esso se ne sottolinea una prerogativa: la propensione e la capacità – espressa sin dai primordi – di operare fusioni con altri gruppi tribali assoggettati o vinti e di acquisire dagli stessi Usi e costumi, elaborandoli in un proprio contesto culturale in continua evoluzione. Questo accadde nell’arco dei primi cinque secoli del millennio.

 AREE DI DIFFUSIONE

Luoghi di "produzione"

Il prototipo del metodo longobardo di fusione e acquisizione (prima fase di meltig-pot) è stato sperimentato nell’area del nord Germania, più esattamente nella Bassa Sassonia e nel Mecklenburg-Vorpommern. Il modello è stato migliorato nell’area pannonico danubiana (secondo melting-pot) e infine perfezionato nella penisola italiana nei periodi del Regno (568-774) e in quello dei Principati del Sud (774-1076): terza fase di melting-pot. Nel dettaglio ecco i vari “luoghi di produzione” storico-culturali:

  • Area della “Cerchia nordica (penisola scandinava). In quest’area manca sinora ogni riscontro oggettivo che forse la ricerca saprà un giorno colmare.
  • Macro-area “Terre dell’Elba” (Niedersachsen, Mecklenburg-Vorpommern, Sachsen-Anhalt) /Insediamenti protostorici; prime evidenze archeologiche e storiografiche; formazione dei primi ceti dirigenti; evidenze delle forme di culto; nascita della Gens Langobardorum/ Periodo: I° sec. a.C. - inizi V sec. d.C.
  • Macro-area “Terre dei Re” (Rep. Ceca, Slovacchia, Austria, Ungheria, Slovenia) / Seconda fase migratoria; nascita della potenza militare longobarda; più netta evidenza delle stirpi reali; relazioni politiche internazionali; avvicinamento all’Impero di Bisanzio; avvicinamento all’arianesimo; sviluppo della cultura materiale e artistico-artigianale /Periodo: V-VI sec.
  • Macro-area “Terre del Regno” / Terza migrazione; conquista dell’Italia, nascita, sviluppo e fine del Regno longobardo d’Italia; avvicinamento al cattolicesimo romano; sviluppo del culto di San Michele Arcangelo; nascita del diritto scritto; sviluppo politico ed economico; forme d’arte e di monumentalizzazione del potere e della fede; definizione di propri elementi di culto (Santi e reliquie) / Periodo: 568-774
  • Macro-area “Terre dei Prìncipi” / Sviluppo indipendente dei Principati longobardi di Benevento, Salerno e Capua, eredi del Regno; sviluppo dell’edilizia civile e religiosa; completamento dell’adesione al cattolicesimo; massimi contatti e confronti con l’Impero ottoniano, l’Impero di Bisanzio, le nuove potenze saracena e normanna/ Fine del dominio longobardo/Periodo: 774-1077.

Principali "prodotti"

Le realizzazioni longobarde sono state molteplici. Per prima cosa l’eccezionale durata di tempo nel quale si è espresso il potere di questa singolare Gens: in totale 1200 anni, dei quali 508 in Italia. Tanto per fare dei paragoni, il potere – di certo più eclatante e celebrato – della grande Roma si è sviluppato nell’arco di 1229 anni (753 a.C.- 476 d.C.). Quello dei Franchi 530 anni, comprendendo sia il periodo dei Merovingi sia dei Carolingi. Ma non è finita.

Un secondo prodotto è quello storico-culturale. L’UNESCO nell’approvare nel 2011 l’inserimento nel Patrimonio dell’Umanità del sito-seriale <Longobardi in Italia. I centri del potere (568-774)> ha riconosciuto il valore della sintesi culturale realizzata dai Longobardi con l’elaborazione di <una nuova ed originale civiltà destinata a incidere profondamente - con l'estensione carolingia – nei successivi 1000 anni della Storia d’Europa>.

Altra realizzazione. L’aver costituito <un esempio altomedievale di successo del fenomeno migrazione-integrazione>. Una esperienza storica che oggi merita ulteriori approfondimenti.

Quarta realizzazione principale: lo sviluppo dell’edilizia religiosa ed il culto dei Santi e con la nascita e il potenziamento di monasteri, abbazie chiese, enti utilizzati al fine di compenetrarsi nel precedente tessuto romanico già cristianizzato ed anche per la gestione dei patrimoni nobiliari.

Infine la legislazione scritta: una originale e, in alcuni contenuti, innovativa sintesi fra la trascrizione di propri usi e costumi tradizionali, le idealità cristiane ed alcuni princìpi del diritto romano. In altri regni romano barbarici altomedievali le legislazioni erano state fondamentalmente elaborate come trascrizione di parti del diritto romano.

 Top di gamma: la nuova  Cultura Europea

I prodotti di punta della “fabbrica” longobarda sono stati: il sostanziale apporto fornito allo sviluppo di un’epoca europea fondante e, in special modo, l’aver dato vita a ciò che l’UNESCO ha definito >, immortalata in opere d’arte <uniche ed eccezionali>. Questi sono i beni più preziosi della complessiva eredità storica longobarda, costituita dall’insieme di conoscenze e di Valori espressi da tradizioni, culture, usi ed esperienze germaniche, greco-romane, tardo-antiche, bizantino-orientali e da influssi slavi e arabi rielaborati in un lento processo di adattamento che, nelle fasi finali della lunga epoca longobarda, ha incluso anche alcuni frutti del primo incontro con nuove genti nord-europee: i Normanni, loro successori nel dominio del Mezzogiorno d’Italia.  

E non minore valenza assumono le forme, le capacità e i metodi di relazione che ulteriormente contrassegnano la Storia longobarda come <esempio altomedievale di successo del fenomeno migrazione-integrazione>. Conquiste che sono parti sostanziali e arricchenti della Civiltà occidentale e come tali vanno comprese e condivise per rafforzare la nostra consapevolezza di “essere europei”.  L’Itinerario <Longobard Ways across Europe> si propone di favorire - attraverso il viaggio e l’arricchimento personale - l’avvicinamento e la miglior comprensione di questo complessivo quanto straordinario patrimonio ereditario.

 Ricchezze ambientali

Nell’Altomedioevo la Natura era la padrona incontrastata: foreste fittissime e misteriose popolate di fauna e di pericoli, ma animata - nei tempi più antichi - dagli déi e dalle loro manifestazioni portatrici di timori e meraviglia. Accanto a piccoli appezzamenti di terreno, boschi e immense foreste erano luoghi di approvvigionamento alimentare, ma anche di insidiosi agguati. Come lo erano fiumi e laghi, spesso affiancanti da percorsi ancestrali lungo i quali si muovevano genti e commerci. Questo è uno scenario eroso e poi sconvolto nel tempo dall’avanzare - spesso scoordinato e irrispettoso delle leggi della Natura - delle società umane. Negli ultimi decenni la coscienza ambientale si è fortunatamente risvegliata, almeno in parte. Nel "percorso" longobardo i turisti possono oggi apprezzare porzioni di ambiente naturale che in qualche modo richiamano gli antichi paesaggi. Siano essi Riserve dell Biosfera UNESCO, Parchi, aree e oasi protette essi – assieme a vie d’acqua, percorsi ancestrali e strade romane - costituiscono punti di riferimento e di contemplazione. Oltre che di riflessione. L’Itinerario “Longobard Ways across Europe” comprende tutte queste realtà attraversate dalla migrazione longobarda o sopravvissute nelle attuali aree di loro antico stanziamento.

 MUSEI E ARCHIVI STORICI: LE FONTI

Accanto a monumenti e paesaggi che ancora oggi contraddistinguono il passaggio dei Longobardi nella Storia, ulteriori importanti testimonianze possono essere ammirate nelle collezioni archeologiche esposte nei Musei europei e nei documenti custoditi negli Archivi storici. Reperti in cui mani di artigiani e amanuensi hanno materializzato nel linguaggio figurativo impresso nell’oro, in altri metalli e materiali e negli scritti gli elementi concettuali che hanno concorso alla formazione della “primaria radice della Cultura Europea”.  Ecco perché la costruzione organizzativa dell’Itinerario «Longobard Ways across Europe» non poteva prescindere dalla speciale considerazione per Musei e Archivi storici che assolvono la funzione di fonti formative e attrattive oggetto di studio e di ricerca e di fulcri attrattivi per flussi turistici in quanto autentiche fonti primarie da cui sgorgano le espressioni artistiche sviluppate nel tempo dalla “cultura materiale” elaborata dai Longobardi (<Fonti della Cultura Europea: primaria radice longobarda>).

CLUSTER IDENTITARI

L’impostazione del sistema che ha dato vita all’Itinerario si è adattato alla logica di ripartizione e controllo del territorio applicata dai Longobardi nel mezzo millennio trascorso in Italia. Accanto all’autorità regia, i ducati e i gastaldati (ambiti di controllo amministrativo di ridotte dimensioni) rappresentavano la spina dorsale del potere, valorizzando e caratterizzando i vari contesti territoriali. In chiave attuale ecco la ragione dell’istituzione, all’interno delle quattro macro-aree, dell’Itinerario di vari Cluster identitari: porzioni ridotte di territori contraddistinti da una propria specifica storia longobarda e da proprie caratteristiche geografiche e naturalistiche. Elementi che fanno di ciascun Cluster un “unicum”, preservandone l’identità “non- riproducibile”. In termini aziendali possiamo pensare a una multinazionale che raggruppa tante unità produttive distribuite nel territorio europeo.