Nuova Cultura Europea

L'ebbrezza della "rivoluzione" tecnologica e dell'efficientismo hanno scatenato un forte vento che con i suoi refoli  innovativi sembra spazzare ai margini della conoscenza la Storia antica e i suoi valori, quasi non fossero più utili. Le millenarie conquiste della Civiltà, il linguaggio con cui esse vengono ancora proposte e le stesse bellezze artistiche sembrano equivalere a residui di un passato statico che confligge con il dinamismo della tumultuosa realtà d'oggi la cui continua evoluzione viene celebrata con il linguaggio tecnico ed “efficientista” delle imprese e della finanza. Ma è forse possibile - semplicemente adeguando il modo di descrivere le cose - riproporre alla generale attenzione l'attualità ed i valori di fondamentali esperienze storiche? In questa prospettiva "sperimentale" l'Itinerario  culturale <Longobard Ways across Europe> rappresenta un valido banco di prova.

I LONGOBARDI

Una premessa: per "Longobardi" si intende un gruppo umano di origine scandinava derivato da una leggendaria tribù identificata col nome di Winnili.  Subìta una prima trasmutazione nella fornace di eventi bellici contro tribù confinanti, i Winnili furono identificati in una nuova tribù: i Longobardi. Essi venivano coordinati, secondo necessità, dagli esponenti più abili di una vera e propria classe dirigente. Con questo primo passo il mito aveva già lasciato il passo alla storia, certificata dai primi resoconti d'epoca romana, dalla successiva storiografia altomedievale e, nei tempi moderni, dai riscontri archeologici emersi nel tratto terminale del fiume Elba. Negli scritti dei cronisti longobardi per indicare l’insieme della loro tribù si adottò il termine Gens che indirettamente rimanda alla capacità dei Longobardi di operare fusioni con altri gruppi tribali assoggettati e di acquisire dagli stessi usi e costumi, elaborandoli - nelle aree europee di progressivo stanziamento - in un vero e proprio "modello culturale" in continua evoluzione. 

 AREE DI DIFFUSIONE

Quattro gli ambiti territoriali di produzione del modello di "fusione e acquisizione", corrispondenti - nella logica organizzativa dell'Itinerario - alle quattro macro-aree europee di storica permanenza longobarda. Il prototipo, corrispondente alla prima fase di meltig-pot, fu realizzato nel nord Germania. Il modello fu poi migliorato nell’area pannonico-danubiana (secondo melting-pot) e infine perfezionato nella penisola italiana nei periodi del Regno (568-774) e in quello dei Principati del Sud (774-1076): terza e quarta fase di melting-pot.

Nel dettaglio eccol e quattro macro-aree (non viene considerata, almeno per ora, l'area della cosiddetta “Cerchia nordica”, la penisola scandinava, ove è sinora mancato qualsiasi riscontro oggettivo della fase mitologica.

  • 1a Macro-area / “Terre dell’Elba” (Niedersachsen, Mecklenburg-Vorpommern, Sachsen-Anhalt) /Insediamenti protostorici; prime evidenze archeologiche e storiografiche; formazione dei primi ceti dirigenti; evidenze delle forme di culto; nascita della Gens Langobardorum/ Periodo: I° sec. a.C. - inizi V sec. d.C.
  • 2a Macro-area / “Terre dei Re” (Rep. Ceca, Slovacchia, Austria, Ungheria, Slovenia) / Seconda fase migratoria; nascita della potenza militare longobarda; più netta evidenza delle stirpi reali; relazioni politiche internazionali; avvicinamento all’Impero di Bisanzio; avvicinamento all’arianesimo; sviluppo della cultura materiale e artistico-artigianale /Periodo: V-VI sec.
  • 3a Macro-area /“Terre del Regno” / Terza migrazione; conquista dell’Italia, nascita, sviluppo e fine del Regno longobardo d’Italia; avvicinamento al cattolicesimo romano; sviluppo del culto di San Michele Arcangelo; nascita del diritto scritto; sviluppo politico ed economico; forme d’arte e di monumentalizzazione del potere e della fede; definizione di propri elementi di culto (Santi e reliquie) / Periodo: 568-774
  • 4a Macro-area / “Terre dei Prìncipi” / Sviluppo indipendente dei Principati longobardi di Benevento, Salerno e Capua, eredi del Regno; sviluppo dell’edilizia civile e religiosa; completamento dell’adesione al cattolicesimo; massimi contatti e confronti con l’Impero ottoniano, l’Impero di Bisanzio, le nuove potenze saracena e normanna/ Fine del dominio longobardo/Periodo: 774-1077.
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"PRODOTTI" DELL'ESPERIENZA LONGOBARDA

Durata nel tempo - La parabola storica longobarda - certificata dai ritrovamenti archeologici, da documentazioni successive, da manufatti e opere d'arte - si è sviluppata in un vasto arco temporale: dal I secolo a.C. al 1076 d.C. (caduta del principato longobardo di Salerno ad opera dei Normanni). In totale quasi 1176 anni, dei quali 508 in Italia. Due termini di paragone: il potere – di certo più eclatante – della grande Roma si è sviluppato nell’arco di 1229 anni (753 a.C.- 476 d.C.). Quello dei Franchi 530 anni, comprendendo sia il periodo dei Merovingi sia dei Carolingi.

Primaria radice della Cultura europea - Un secondo prodotto è quello storico-culturale. L’UNESCO nell’approvare nel 2011 l’inserimento nel Patrimonio dell’Umanità del sito-seriale <Longobardi in Italia. I centri del potere (568-774)> ha riconosciuto il valore della sintesi culturale realizzata dai Longobardi con l’elaborazione di <una nuova ed originale civiltà destinata a incidere profondamente - con l'estensione carolingia – nei successivi 1000 anni della Storia d’Europa>.

Esempio di successo - Alla storia longobarda si riconosce di aver costituito <un esempio altomedievale di successo del fenomeno migrazione-integrazione>. Una esperienza storica che, con le dovute distinzioni, può assumere il valore di importante punto di riferimento nelle richerche e nelle analisi dei fenomeni migratori.

Diffusione dei valori cristiani - Quarta realizzazione: è provato il fatto che l'aristocrazia longobarda, dopo primi confusi decenni di occupazione del suolo italico e di stabilizzazione del potere, promosse la nascita e il potenziamento di monasteri, abbazie, chiese e altri edifici religiosi, utilizzati anche al fine di compenetrarsi nel precedente tessuto romanico e per la miglior gestione dei patrimoni nobiliari. Così come favorì la diffusione del culto dei Santi, protettori delle comunità locali e,  in primis il culto tuttora vivente e diffuso in tutta Europa di S. Michele Arcangelo.

Legislazione scritta: una originale e, in alcuni contenuti, innovativa sintesi fra la trascrizione di propri usi e costumi tradizionali, le idealità cristiane ed alcuni princìpi del diritto romano. In altri regni romano barbarici altomedievali le legislazioni erano state fondamentalmente elaborate come trascrizione di parti del diritto romano.

Contributi all'Arte e a un'epoca fondante - E' riconosciuto il sostanziale apporto longobardo allo sviluppo di un’epoca europea fondante e, in special modo, l’aver dato vita a ciò che l’UNESCO nel 2011 ha definito <i beni più preziosi della complessiva eredità storica longobarda, costituita dall’insieme di conoscenze e di Valori espressi da tradizioni, culture, usi ed esperienze germaniche, greco-romane, tardo-antiche, bizantino-orientali e da influssi slavi e arabi rielaborati in un lento processo di adattamento che, nelle fasi finali della lunga epoca longobarda, ha incluso anche alcuni frutti del primo incontro con nuove genti nord-europee: i Normanni, loro successori nel dominio del Mezzogiorno d’Italia>.  Un insieme di conquiste che sono parti sostanziali e arricchenti della Civiltà occidentale e come tali vanno comprese e condivise per rafforzare la nostra consapevolezza di “essere europei”.  Attraverso il viaggio lungo un "corridoio geoculturale europeo" e l’arricchimento personale l’Itinerario <Longobard Ways across Europe> si propone percò di favorire la conoscenza e la condivisione di questo straordinario patrimonio ereditario.

RICCHEZZE AMBIENTALI - L’Itinerario “Longobard Ways across Europe” scorre lungo l'asse centrale d'Europa, da Nord, al Centro-Est al Sud, attraversando i territori dalla epocale migrazione longobarda e propone ai viaggiatori le bellezze della Natura, quelle più o meno immutate nel tempo (fiumi, laghi, montagne, geositi, ad esempio) ed anche quelle sottoposte - per il loro alto pregio - a vincoli di tutela (Riserve della Biosfera UNESCO, ambiti del programma europeo , Parchi e altre aree protette).

Nell’Altomedioevo la Natura era la padrona incontrastata: foreste fittissime e misteriose popolate di fauna e di pericoli, ma animata - nei tempi più antichi - dagli déi e dalle loro manifestazioni portatrici di timori e meraviglia. Accanto a piccoli appezzamenti di terreno, boschi e immense foreste erano luoghi di approvvigionamento alimentare, ma anche di insidiosi agguati. Come lo erano fiumi e laghi, spesso affiancanti da percorsi ancestrali lungo i quali si muovevano genti e commerci. Questo è uno scenario eroso e poi sconvolto nel tempo dall’avanzare - spesso scoordinato e irrispettoso delle leggi della Natura - delle società umane. Negli ultimi decenni la coscienza ambientale si è fortunatamente risvegliata, almeno in parte. Nel "percorso" longobardo i turisti possono oggi apprezzare porzioni di ambiente naturale che in qualche modo richiamano gli antichi paesaggi e costituiscono punti di riferimento e di contemplazione. Oltre che di riflessione. 

LE FONTI: CULTURA MATERIALE E DOCUMENTARIA - Accanto a monumenti e paesaggi che ancora oggi contraddistinguono il passaggio dei Longobardi nella Storia, ulteriori importanti testimonianze possono essere ammirate nelle collezioni archeologiche esposte nei Musei europei e nei documenti custoditi negli Archivi storici. Reperti in cui mani di artigiani e amanuensi hanno materializzato nel linguaggio figurativo impresso nell’oro, in altri metalli e materiali e negli scritti gli elementi concettuali che hanno concorso alla formazione della “primaria radice della Cultura Europea”.  Ecco perché la costruzione organizzativa dell’Itinerario «Longobard Ways across Europe» non poteva prescindere dalla speciale considerazione per Musei e Archivi storici che assolvono la funzione di fonti formative e attrattive oggetto di studio e di ricerca e di fulcri attrattivi per flussi turistici in quanto autentiche fonti primarie da cui sgorgano le espressioni artistiche sviluppate nel tempo dalla “cultura materiale” elaborata dai Longobardi (<Fonti della Cultura Europea: primaria radice longobarda>).

CLUSTER IDENTITARI

L’impostazione del sistema che ha dato vita all’Itinerario si è adattato alla logica di ripartizione e controllo del territorio applicata dai Longobardi nel mezzo millennio trascorso in Italia. Accanto all’autorità regia, i ducati e i gastaldati (ambiti di controllo amministrativo di ridotte dimensioni) rappresentavano la spina dorsale del potere, valorizzando e caratterizzando i vari contesti territoriali. In chiave attuale ecco la ragione dell’istituzione, all’interno delle quattro macro-aree, dell’Itinerario di vari Cluster identitari: porzioni ridotte di territori contraddistinti da una propria specifica storia longobarda e da proprie caratteristiche geografiche e naturalistiche. Elementi che fanno di ciascun Cluster un “unicum”, preservandone l’identità “non- riproducibile”. In termini aziendali possiamo pensare a una multinazionale che raggruppa tante unità produttive distribuite nel territorio europeo.