La bussola dell’Itinerario
Sono circa 2.000 i punti di interesse (POI) identificati e riconosciuti scientificamente per la loro origine longobarda, autentici mattoni nella articolata costruzione dell’Itinerario culturale “Longobard Ways across Europe”. Una costruzione progressiva, quasi un grande agglomerato di “villaggi” edificati l’uno dopo l’altro e dislocati lungo il articolato nelle molteplici direttrici della epocale migrazione longobarda. Un corridoio di oltre 3.000 chilometri che unisce i mari del nord al centro-est Europa, al Mediterraneo italico e che fu percorso dalle Genti longobarde in un “viaggio” idealmente protrattosi per più di un intero millennio: il primo dell’era cristiana.
L’architettura dell’Itinerario ha necessariamente tenuto conto di questa complessità storica e geografica, suddividendo l’intera tratta in quattro macro-aree identificate in base ai quattro periodi storici nei quali è avvenuta la maturazione della Cultura longobarda che, al proprio apice, è oggi riconosciuta quale <primaria radice della Cultura europea, poi sviluppata dai Carolingi>. Ciascuna macro-area è a sua volta ripartita in molteplici , classificazione introdotta per valorizzare dei Territori ciascuno dei quali può configurarsi una specifica identità non riproducibile costituita dall’insieme tra storia longobarda sviluppatasi in quei luoghi, configurazione geomorfologica, ricchezze naturali e prodotti tipici e tradizionali di interesse turistico. E’ così che la complessiva architettura dell’Itinerario dà vita a una originale “costellazione” di Cluster, ciascuno diverso dall’altro e ognuno méta di esplorazioni turistiche mirate.
I POI dell’Itinerario sono stati individuati in parte dalla ricerca realizzata dall’Università di Vienna e imperniata su rilevamenti archeologici in prevalenza avvenuti in Paesi europei e scientificamente attribuiti ai Longobardi e in parte da ulteriori ricerche promosse da Associazione Longobardia nel contesto delle più recenti pubblicazioni scientifiche italiane e di consolidate tradizioni.
Viaggio e turismo nell’Europa delle origini
I moderni concetti di “viaggio” e di “turismo” – e con essi l’utilizzo del patrimonio culturale e ambientale – prevedono il contributo alla comprensione e al rispetto reciproco tra popoli, ma il loro apporto è considerato anche quale fattore di crescita vantaggioso per luoghi e comunità di accoglienza: nel viaggio la persona umana viene in contatto con altre Culture, esplora la Natura in modo rispettoso, gode dei beni culturali accumulati nei millenni dalle varie identità socio-culturali che si sono succedute nella Storia della civiltà umana; in ottica più ampia, l’arricchimento personale si trasforma in arricchimento collettivo. Sono questi princìpi e questi obiettivi che hanno spinto il Consiglio d’Europa a creare e sostenere gli Itinerari cultuali europei con la particolare attenzione alla necessità di favorire la conoscenza, comprensione e condivisione dei fattori che hanno contribuito alla costruzione della Civiltà europea che, in definitiva, è la base della più ampia Civiltà occidentale.
Tra essi vi sono certamente i Valori dell’esperienza storica longobarda che tra le altre cose contribuì – tra la fine del VI e l’inizio del VII secolo – al consolidamento del primo concetto di “Europa” intesa non più come sola espressione geografica bensì come insieme dei popoli che la abitavano e delle comunità religiose che la animavano. Carlo Magno nuovo imperatore, ed anche “re dei Franchi e dei Longobardi”, evolverà infine il concetto trasformando l’Europa in vero e proprio soggetto politico.
Itinerario longobardo: luoghi e percorsi
Gli ultimi decenni nel XX secolo hanno riportato alla luce la storia longobarda vittima di una lunghissima “damnatio memoriae” o di forzosi condizionamenti. “Popolo più feroce tra i feroci” oppure “portatore di stermini e devastazioni” o ancora “acerrimo nemico della Chiesa e persecutore dei preti”. Eppure la storia dell’antichità classica, del periodo tardo-antico e la stessa storia altomedievale attribuiscono le medesime nefandezze a tutte le genti. Non conta qui esporre le ragioni di simile trattamento riservato ai Longobardi, quanto piuttosto descriverne i lati positivi quelli che si traducono nelle loro testimonianze che sono anche oggetto di odierno interesse turistico.
I POI che punteggiano l’Itinerario e ne caratterizzano i vari Clusters sono costituiti dall’eredità artistico-monumentale rappresentata – oltre che dal sito-seriale di assoluta eccellenza divenuto patrimonio dell’umanità UNESCO [I Longobardi in Italia. I centri del potere (568-774)], da chiese, monasteri, abbazie, castelli, luoghi fortificati, necropoli e naturalmente dai prodotti della cultura materiale longobarda e dalle testimonianze documentarie d’epoca altomedievale conservate nei Musei e negli Archivi storici dei vari territori. E c’è di più: la rete dei micro-percorsi che possono congiungere i vari siti, in base alle scelte individuali degli utenti turistici, si snodano in contesti di grande bellezza paesaggistica che valorizzano centri maggiori e minori, consentendo anche di apprezzare il valore strategico di luoghi in cui costruzioni difensive di epoche successive furono erette al di sopra di precedenti impianti longobardi. Comun denominatore, il controllo del territorio in luoghi-chiave.
Itinerari e Cammini: percorsi simili, diverse finalità
Nell’indirizzare gli utenti turistici va infine sottolineata la opportunità di identificare i due fattori determinanti per distinguere i vari Itinerari e Cammini che attraversano l’Europa: la precedenza storica e gli obiettivi di viaggio. Nel primo caso - la precedenza storica – occorre ricordare l’originarietà di percorsi ancestrali (Via dell’ambra, Vie del ferro e del sale) e, successivamente, delle strade costruite dai Romani: sono direttrici, in qualche parte ancora oggi riconoscibili, che tutte le Civiltà hanno percorso. Sono poi gli obiettivi di viaggio a fare la differenza: una cosa è la scoperta dei luoghi vissuti dalle genti d’epoca longobarda o carolingia o visigota; altra cosa affrontare strade della fede o di altre speciali realtà culturali. Molti tratti dei percorsi fisici possono essere sovrapponibili, non le finalità che animano i viaggiatori.