Beni ambientaliGià roccaforte bizantina e porto fluviale strategico, Cremona fu assalita, espugnata e gravemente danneggiata nel 603 dal re longobardo Agilulfo, impegnato nel primo vero consolidamento del regno. Il territorio cremonese fu ripartito tra la corte reale e i ducati di Bergamo e di Brescia. Tuttavia Cremona – legata al prezioso utilizzo del Po – seppe riacquistare la sua importanza, come provato dai privilegi e dalle concessioni ottenute dai suoi vescovi.
La rinascita di Cremona longobarda - Nel corso dell'VIII secolo, e in particolare al tempo di re Liutprando, Cremona era nuovamente divenuta un porto fluviale e doganale fondamentale per gli scambi commerciali lungo il Po, i suoi affluenti e l'Adriatico. Tant’è che verso la fine del dominio longobardo, in un diploma emesso in Pavia nel 772 Cremona venne definita <civitatis regis> con ciò indicando che la città aveva acquisito il rango di centro degno di essere amministrato da un duca o da un gastaldo. Ma già pochi anni prima, nel 715, re Liutprando aveva citato il porto di Cremona (porto Volpariolo, già attivo all’epoca degli Ostrogoti di Teodorico) nel diploma con cui provvedeva a stabilire il regime dei tributi dovuti dai mercanti di Comacchio ai funzionari reali (riparii) per il commercio di sale lungo il fiume. I dazi fluviali sul Po e sulle vie d'acqua costituivano un efficace sistema di controllo economico e fiscale. Gestiti dal potere regio e dai poteri locali emergenti, i tributi sulle merci in transito servivano a rimpinguare le casse e a regolare i traffici commerciali tra i territori del regno e le aree vicine.
Traffico fluviale - Le acque del grande fiume venivano solcate da navi, lunghe 15 metri, che trasportavano carichi sino a una decina di tonnellate soprattutto di legname, di marmi dell’Istria - per le prestigiose costruzioni di Pavia, Milano, Piacenza e di Cremona stessa - del prezioso sale e di altre rinfuse. Le navi si muovevano utilizzando remi, vele e - controcorrente - da animali da tiro. Ma Cremona rispetto ad altri scali fluviali godeva del vantaggio logistico della sua centralità anche come crocevia stradale: insomma, un vero hub fiume-terra. I porti fluviali e gli scali erano presidiati o legati a funzioni militari e logistiche del regno longobardo, come attestano i diplomi e le fonti altomedievali che ricordano l'uso di approdi per imbarcazioni di utilità pubblica o militare (naves militum).
Musei di Cremona