3a Macro area BERGAMO DUCATO - Bergamo (ITALIA)

Bergamo, le due basiliche

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Il fulcro di Bergamo Alta, la piazza Vecchia, accorpa una straordinaria concentrazione di vestigia archeologiche, edifici sacri e civili che vanno dall’epoca romana a quella longobarda, al pieno e tardo Medioevo: una autentica enciclopedia monumentalizzata che illustra la storia e il prestigio della città. In questo contesto l’epoca del dominio longobardo va comunque posta in relazione con la precedente fase della cristianizzazione di Bergamo. All’atto di occupare il territorio i Longobardi trovarono due impianti cristiani: la basilica di Sant’Alessandro (probabilmente edificata verso il V sec.) e quella di San Vincenzo (probabilmente edificata nel VI sec.). La prima era ubicata a ridosso della parte nord-ovest delle esistenti mura romane; la seconda era sorta ai margini del foro romano, parte della successiva Piazza Vecchia.

Il culto di Sant’Alessandro, risaliva alle persecuzioni ordinate dall’imperatore Massimiano. Secondo la leggenda Alessandro, cavaliere della Legione Tebea, si era rifiutato assieme a tanti commilitoni di annientare cristiani nel Vallese; era poi sfuggito allo sterminio punitivo della stessa Legione e a più catture. Fu infine fatto prigioniero a Bergamo, decapitato (303) e sepolto nel luogo ove sarebbe sorta la basilica a lui dedicata.

EPOCA LONGOBARDA - La preesistenza in epoca longobarda dei due edifici sacri - oggetti di intensa devozione popolare - è certificata dal primo manoscritto che li cita: si tratta del <Testamento di Taido>, un gasindo (alto funzionario) di re Desiderio. Nel documento, datato 774, Taido nomina - e quindi dichiara l’esistenza in vita - di molti altri centri, chiese e monasteri nei territori del Bergamasco e del Bresciano. Relativamente al capoluogo del ducato longobardo Taido cita <la basilica del beatissimo martire di Cristo, Sant'Alessandro, nella città di Bergamo, dove riposa il suo santo corpo, e anche il beatissimo martire e apostolo di Cristo, San Pietro, nel cortile di Sant'Alessandro, e la chiesa della beatissima Vergine e Madre di Dio, Maria, e la chiesa di San Vincenzo di Bergamo>.

UNA STORIA CONTROVERSA – Sino alle scoperte archeologiche avvenute tra il 2004 e il 2012 nel corso di scavi archeologici all’interno dell’odierno Duomo-cattedrale di Sant’Alessandro Martire, la storia dei principali e storici edifici religiosi di Bergamo è stata controversa e oggetto di numerose supposizioni dovute alla mancanza di adeguati reperti archeologici e di pertinenti fonti scritte altomedievali e medievali. E’ tesi corrente che poco prima dell’arrivo dei Longobardi, ovvero tra la fine del IV e l’inizio del V secolo, al potere laico si era sostituito quello ecclesiastico rafforzato dalle figure dei primi vescovi documentati: Prestanzio, presente al sinodo di Milano del 451 preparatorio del Concilio di Calcedonia; Lorenzo, la cui presenza è certa al Sinodo romano del 501. Ed è nel V secolo che si concretizza la volontà di edificare in Bergamo una chiesa celebrativa del culto di Sant’Alessandro, costruita adiacente ma al di fuori delle mura romane.

Più o meno cent’anni dopo viene eretta una nuova basilica intitolata a San Vincenzo, posta in un luogo più centrale all’interno delle mura, ai margini del foro romano (area che con alcune modifiche diverrà l’attuale Piazza Vecchia). E nei pressi, in piena epoca longobarda (VIII sec.), venne costruita una piccola chiesa intitolata a Santa Maria (origine dell’attuale Santa Maria Maggiore). Due basiliche e due Capitoli ecclesiastici: una premessa per la nascita di una lunghissima disputa su quale delle due chiese fosse da ritenersi “matrice”, acquisendo così il diritto di nomina del vescovo. La diatriba finì nel 1187 davanti a papa Urbano II che decretò la fusione dei due Capitoli (ma la vera e propria fine della controversia – che attraverserà il periodo degli scontri del XIV sec. tra guelfi e ghibellini - si avrà soltanto nel XVII secolo).

TAIDO E PAOLO DIACONO - Dall’analisi del <Testamento di Taido> posto in relazione con il racconto della <Historia> di Paolo Diacono, emergono alcuni spunti che aiutano a diradare delle incertezze storico-religiose. Paolo riferisce che, almeno nelle fasi di primo consolidamento della dominazione longobarda, in ogni città era presente un vescovo ariano e uno cattolico. A loro volta le ultime volontà del ricco gasindo di re Desiderio farebbero intuire che la cattedrale di San Vincenzo fosse ariana e quella di S. Alessandro cattolica. La fase conclusiva della storia delle due cattedrali confermerebbe il processo evolutivo che vide la sopravvivenza della sola S. Vincenzo, alla quale tuttavia si mutò l’intitolazione recuperando il nome di S. Alessandro, dopo la demolizione (1561) della sua prima cattedrale. La parte cattolica aveva vinto, al punto che Taido nel testamento dispose che - una volta morta anche sua moglie Lamperga - proprio davanti all’altare di S. Alessandro il vescovo avrebbe dovuto procedere alla manumissio dei loro servi, rendendoli uomini liberi. Una volontà in linea con i princìpi cattolici che a quel tempo erano ormai ben diffusi.

Un sintetico sequenza di date aiuta a ripercorrere l’intera vicenda delle due cattedrali di Bergamo, fuse infine in un solo edificio sacro.

  • 1459 – Antonio Averlino detto il Filarete incaricato per la costruzione della nuova Basilica S. Vincenzo con demolizione di gran parte della precedente originaria: dallo spazio dell’altare il Filarete ricavò una cappella ipogea (lo “scuròlo”) rimasta in uso come chiesa temporanea visto che i lavori si protrassero sino al 1688.
  • 1561 - 13 agosto - Traslazione reliquie Sant’Alessandro e di altri Santi nella chiesa temporanea di S. Vincenzo
  • 1561 - seconda metà agosto - Abbattimento basilica di Sant’Alessandro
  • 1658 – Sant’ Alessandro nominato dal Consiglio cittadino patrono unico di Bergamo
  • 1688 -1693: In San Vincenzo (nuovo) si avvia una ulteriore grande trasformazione dell’edificio sacro, diretta dall’architetto Carlo Fontana. L’area sotterranea della basilica fu pavimentata e predisposta per sepolture privilegiate
  • 1689 - Consacrazione della basilica ricostruita, intitolata però - con decreto di papa Innocenzo XI - a Sant’Alessandro Martire. Al nome di S. Vincenzo rimase l‘intestazione di una cappella interna, dal 2000 dedicata anche alla moderna devozione per papa San Giovanni XXIII.
  • 1704 - Traslazione delle reliquie di Sant’Alessandro nella nuova urna d'argento posta sotto l'altare maggiore.
  • 1853 – Due fasi finali per la basilica di Sant’Alessandro Martire: completamento della cupola (1853), rivestimento in marmo della facciata (1866), adeguamento cappella ipogea per ospitare nuove sepolture
  • 2004-2012 - Restauro cattedrale S. Alessandro Martire con illuminanti scoperte archeologiche