3a Macro area BERGAMO DUCATO - Fara Olivana con Sola (ITALIA)

Fara Olivana, la necropoli

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Il territorio risulta abitato sin dal neolitico ma molti ritrovamenti sono riferibili all’età romana come provato dalla presenza di ville rustiche, aree insediative e produttive con canali irrigui. E come è evidente dall’esistenza di antichi assi viari concentrati tra Fara Olivana, Treviglio, Caravaggio, Bariano, Romano di Lombardia. Successiva all’insediamento longobardo del VI secolo con l’istituzione in loco di una fara. L’origine del nome - Fara Olivana - richiama proprio la fase insediativa, considerando “Olivana” una derivazione del nome originario del villaggio che documenti della successiva epoca medievale individuano come Faraluana o Faraluvana con un ipotizzato richiamo al lupo, quale animale totemico.

Con i Longobardi, Fara conobbe una certa prosperità, comprovata dalla scoperta di una necropoli riferita a un importante popolosità del presidio militare e familiare. Gli scavi per la costruzione dell’autostrada Brescia-Bergamo-Milano hanno avuto il merito di rendere un importante servizio alla miglior conoscenza della popolazione longobarda in un significativo arco temporale: dal 568 (primissimo insediamento) alla metà del VII secolo. Il più approfondito studio degli oggetti della cultura materiale e dei caratteri genetici dei resti umani favorirà l’inquadramento delle componenti culturali, della struttura sociale, dei legami parentali, delle ascendenze genetiche e delle differenti provenienze delle persone: un contesto che offre spunti di interesse nazionale ed europeo. Infine i dati di Fara Olivana uniti a quelli rilevati nelle necropoli di Treviglio, Casirate e Caravaggio-Masano hanno fornito conferma sulla centralità altomedievale del ruolo della pianura bergamasca nei commerci e nei contatti con il mondo veneto e l’Europa centrale.

Necropoli e fasi storiche

Gli studi avviati sulle dotazioni delle 102 tombe della necropoli di Fara Olivana hanno consentito una loro suddivisione in distinti periodi:

  • Prima fase - E’ relativa ai primi tempi della occupazione longobarda e infatti si caratterizza per l’aderenza dei reperti alla tradizione pannonica. Le deposizioni maschili si distinguono per le armi (spade, scudi da parata, cesoie, coltelli e scramasax), associate a cinture non ancora riccamente decorate; quelle femminili per complementi dell’abbigliamento tradizionale pannonico (fibule a S, a staffa e a disco) e per i monili (aghi crinali, pendagli aurei, vaghi di collana, orecchini a cestello, anelli digitali, armille). Sono attestate anche ceramiche longobarde, croci in oro e pettini in osso.
  • Seconda fase - I corredi degli armati si arricchiscono di prestigiose cinture con guarnizioni in ferro ageminato, mentre nel costume femminile ai monili tradizionali subentrano gioielli di foggia mediterranea. Frequenti e caratteristiche crocette in lamina d’oro, lisce o decorate con intrecci e motivi animalistici germanici.
  • Terza fase - Le inumazioni maschili più tarde, che superano la metà del VII secolo, hanno restituito qualche cintura con guarnizioni ormai allungate, associate al solo scramasax, l’ultima arma a scomparire, mentre quelle femminili sono ormai prive di reperti metallici ed anche il vasellame è ormai assente. L’avvenuta cristianizzazione stava ormai incidendo nel modificare gli usi funerari.

Turismo oggi

Puoi raggiungere Fara Olivana con Sola anche percorrendo l’itinerario cicloturistico, “Tra borghi della Bassa Bergamasca e del Cremasco“, uno dei 14 itinerari del Parco Cicloturistico