3a Macro area BERGAMO DUCATO - Bergamo (ITALIA)

Bergamo

  • 45.70426807930282, 9.662702068178625

Bergamo fu sede di uno tra i più popolosi e bellicosi ducati longobardi che comprendeva anche aree del Cremonese. I duchi di Bergamo – contraddistinti da forte spirito autonomistico e ancorati al tradizionalismo e all’arianesimo – furono ripetutamente in contrasto con la dinastia reale “bavarese-lethingia” accentratrice e filo-cattolica, così come plasmata dalla prima regina, Teodolinda. Le lacune documentarie sulla storia del ducato di Bergamo - costituito dal primo duca Wallar verso il 570 e soppresso nel 702 dopo un’ennesima rivolta contro il re - non consentono una piena comprensione sulla natura delle relazioni tra corte regia e corte ducale bergamasca. Alle origini, dopo l’elezione di re Autari (584) ogni duca cedette al patrimonio reale una parte dei propri possedimenti: Bergamo assegnò una quota del comprensorio del Lemine, a ovest del Brembo. Non è certo chi fosse il duca munifico: Wallari, il primo della serie? Più difficile sia stato il successore, Gaidulfo, del quale si conosce la ribellione al nuovo re Agilulfo: uno scontro finito con la sconfitta del duca e la sua condanna al patibolo (594) assieme ad altri rivoltosi. Non risultano altre fonti che rendano noto l’elenco dei successivi duchi. Si passa invece all’ultimo della serie: Rotharit che si schierò dalla parte sbagliata in una lotta tra pretendenti al trono. Imprigionato e trasferito a Torino, fu lì giustiziato. A quel punto il ducato di Bergamo venne soppresso e ridotto a gastaldato.

Piazza vecchia - Gestiti da duchi oggi ignoti oppure dai gastaldi o dai gasindi del re, i centri del potere longobardo in Bergamo risultano stabiliti presso l’area del foro romano (piazza Vecchia) dove in quel periodo insisteva uno dei più importanti edifici di culto della città: la basilica di San Vincenzo. E dove si era già consolidato il potere dei primi vescovi di Bergamo. Nonostante le trasformazioni, le tracce del passato longobardo del capoluogo ducale sono evidenti tanto in città quanto nei reperti custoditi nel Civico Museo Archeologico e nel Museo e Tesoro della Cattedrale.

  • La Signora di Osmano – Nel 1874 tra via Osmano e via Port dipinta furono rinvenute 12 sepolture longobarde, mentre nel 2009 ne vennero alla luce altre 9. Tra queste ultime spiccava la tomba in cassa lignea di una donna altolocata cui si dette il nome di . Ricco il suo corredo oggi esposto nel locale Museo Archeologico. Fu quello il primo scavo in città a restituire sepolture d’epoca longobarda inserite in un contesto funerario con diverse tipologie costruttive, tipiche della tradizione germanica e inquadrabili tra fine VI-inizi VII secolo.
  • di Colognola al Piano - In questa frazione di Bergamo fu rinvenuto nel 1800 il corredo più ricco tra quelli attualmente noti nel ducato. La sepoltura di un defunto d’alto rango del VI-VII sec. conteneva una croce lamina d’oro, di 13 cm di lato (uno degli esemplari di maggiori dimensioni), uno scramasax, una cintura multipla decorata con incisioni e con guarnizioni in oro di tradizione eurasiatica e bizantina e un bacile in bronzo. Sempre a Colognola altri scavi più recenti, in Campo S. Lorenzo, hanno evidenziato una necropoli altomedievale con sepolture prive di corredo.
  • Altre tracce longobarde in città – Nell’attuale complesso del Museo del Duomo sono state scoperte altre sepolture d’epoca longobarda così come in altri punti urbani sono state ritrovate sepolture sparse con corredi in oro e bronzo.

Sistema difensivo - I colli su cui si sviluppò Bergamo alta rivestirono sin dai tempi della occupazione romana una grande importanza militare per la loro posizione-chiave quale punti di controllo del territorio nella sua prerogativa di strategico crocevia tra la parte orientale della pianura padana, il Friuli e l’Europa centrale.

  • Mura romane - Delle mura esistenti nell’epoca della Bergomum romana – che vengono fatte risalire tra il I e il III secolo dopo Cristo - rimangono oggi pochi frammenti. Una porzione di essi è visibile nei pressi della chiesa di Sant’Agata (in via della Boccola); piccoli tratti affiorano vicino al tracciato originario della funicolare (Viale delle Mura); ulteriori tracce, inglobate in strutture successive, si trovano sotto il convento di Santa Grata.
  • Rocca di Bergamo - Probabilmente costruita sul colle di Sant’Eufemia a partire dal primo impianto di una fortificazione sopravvissuta all’epoca romana e ancora in parte visibile nel periodo longobardo, la rocca vera e propria fu edificata a partire dal 1331 per volere di Giovanni di Lussemburgo, re di Boemia il cui intervento - come soggetto esterno - era stato richiesto per superare i contrasti interni tra guelfi e ghibellini.
  • I lavori furono condotti dal vicario del re, Guglielmo di Castelbarco, e furono subito dopo proseguiti dai Visconti che accrebbero la funzione difensiva della Rocca con ulteriori opere di fortificazione. La Rocca ospita oggi il Museo dell’Ottocento e i suoi giardini sono aperti al pubblico, offrendo una splendida vista della città e della circostante pianura.
  • Castello di San Vigilio – Ubicato sul colle omonimo, fu preceduto da una torre di avvistamento di epoca romana per trasformarsi in successivo punto fortificato. Solo a partire dal XII sec. la struttura
  • assunse la forma di bastione difensivo.
  • La posizione naturale – che offre una panoramica delle Prealpi Orobie - ne fece da sempre la sentinella a difesa dei colli della città orobica ed a controllo dell'adiacente monte Bastia, dei paesi sottostanti nella val Breno, dei borghi lungo la direttrice verso l’imbocco della val Brembana, della spianata di Almenno.
  • Il primo episodio militare di un certo rilievo avvenne nell’889 con la conquista della posizione da parte di Arnolfo di Carinzia, futuro re d’Italia e imperatore. Sempre nel IX secolo una comunità ecclesiastica avrebbe edificato qui una cappella intitolata a Santa Maria Maddalena, così il castello divenne come “Castello della Cappella”. Fu infine il Consiglio comunale, nel 1166, a decidere l’edificazione di un castello dalle maggiori dimensioni, ulteriormente ingrandito e rafforzato sotto il dominio dei Visconti che nel completarono l’assetto difensivo nel XIV sec. Il ruolo di maggior rilievo fu assunto dalla struttura nel XV sec., epoca della dominazione della Repubblica di Venezia. Il castello, ampliato sino ad assumere la forma simile a una stella, venne integrato nel poderoso sistema difensivo delle mura venete.

ALTRI P.O.I.

BERGAMO ALTA

  • Mura venete – L’opera voluta nel suo periodo di occupazione dalla Repubblica di Venezia è inserita dal 2017 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO quale elemento del sito-seriale transnazionale <Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale>. Si tratta di un’imponente costruzione del XVI sec. Il sistema è costituito da 14 baluardi, 2 piani, 32 garitte (una sola superstite) 100 aperture per bocche da fuoco, due polveriere e quattro porte oltre a vari passaggi militari.
  • Museo delle Storie di Bergamo- Si tratta della rete dei Musei storici della città gestita dalla Fondazione Bergamo nella storia. Sette luoghi, un museo diffuso per narrare l’intera storia di Bergamo -dall’epoca romana al XX secolo- attraverso le sue storie. In Città Alta troverai il Convento di San Francesco con il Museo della fotografia Sestini e Bergamo 900, la Torre Civica detta il Campanone, il Palazzo del Podestà, che ospita il Museo del 500, la Rocca, sede del Museo dell’800, il Museo Donizettiano e Mura di Bergamo: il Museo. In città bassa, la Torre dei caduti con un percorso sulla nascita della Bergamo moderna.

BERGAMO BASSA

  • Museo Civico di Scienze Naturali “E. Caffi” - Museo dedicato a paleontologia, zoologia e mineralogia con ricostruzioni di mammut.  
  • Casa-Museo Donizetti - Museo dedicato al compositore Gaetano Donizetti, nato a Bergamo nel 1797.
  • Accademia Carrara - Importante pinacoteca con capolavori dal Rinascimento all’Ottocento.  
  • GAMeC (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea) - Centro espositivo dedicato all’arte contemporanea e alla sperimentazione culturale.  

RICCHEZZE DELLA NATURA - L’area di Bergamo si propone ai visitatori turistici anche per alcuni gioielli della Natura, oggetto di speciale tutela per i loro valori ambientali:

  • Parco dei Colli di Bergamo /45.723897791312204, 9.649308906650585/ Il Parco fu istituito nel 1977 per rispondere all'esigenza di salvaguardare e valorizzare l’equilibrio tra la natura e la presenza umana nei colli che circondano la città. Comprende una superficie di più di 5.000 ettari che coinvolge i territori di 11 Comuni. Nel 2022 è entrato a far parte del Parco il “Monumento Naturale della Valle del Brunone”.  Il territorio del Parco presenta caratteristiche fisiche e morfologiche molto diverse tra loro: dal paesaggio collinare ad ambiti montani.
  • Valle del Giongo /45.76204633831731, 9.624455225852133/ La valle è modellata da un affluente del fiume Brembo, il torrente Giongo che nel suo scorrere ha creato suggestivi paesaggi tra boschi e antichi mulini donando ai luoghi un’atmosfera fresca e selvaggia. Dal nucleo abitato di Sedrina si diramano numerosi e suggestivi percorsi così come dalla frazione Botta parte un percorso ricco di spunti geologici e paesaggistici.
  • Valle d’Astino /45.70968571667672, 9.636904139088852/ La Valle si estende su 58,46 ettari ed è nota - oltre che per il monastero dei Vallombrosiani (dal 1117 uno dei punti di riferimento per la spiritualità dell'intera comunità bergamasca) - per la ricca biodiversità e per i campi dove sono state ripristinate le coltivazioni che per secoli avevano caratterizzato l'area. La Valle della Biodiversità, sezione di Astino dell’Orto Botanico di Bergamo, è un parco tematico dedicato alle piante che nutrono il pianeta. Qui, da aprile a novembre, cresce un migliaio di varietà di piante alimentari, suddivise per famiglie. Dal 2025 la Valle si è arricchita di un Parco apistico intitolato <Città, Api, Piante e Persone> che ha lo scopo di avvicinare il pubblico al grande tema dell’impollinazione, fenomeno favorito dalle api e fondamentale per il funzionamento degli ecosistemi e per le produzioni alimentari. 
  • Orto Botanico “Lorenzo Rota” /45.70860189598375, 9.658068752837615/ Scaletta Colle Aperto - Giardino scientifico con oltre 1.200 specie vegetali e vista sulle Prealpi bergamasche. Si trova sul Colle aperto di Città Alta: è un piccolo laboratorio naturalistico intitolato a Lorenzo Rota, medico e botanico che per primo descrisse la flora della provincia di Bergamo. L’Orto occupa 3.000 mq con circa 1000 specie ed è organizzato in aiuole tematiche principalmente dedicate alla flora autoctona, ma rappresentative anche della flora italiana e di altri continenti. L’eredità diretta di Lorenzo Rota consiste in 10.000 campioni da lui raccolti, essiccati e custoditi nell’erbario dell’Orto. Parte integrante dell'Orto botanico è la trecentesca Sala Viscontea, spazio polifunzionale che accoglie attività culturali di pubblico interesse.

UNIVERSITA' E RICERCA - La provincia di Bergamo è oggi un polo importante per la ricerca tecnologica grazie a centri d'innovazione, parchi scientifici e percorsi formativi dedicati. I punti di riferimento principali includono:

  • Università degli Studi di Bergamo: collabora con i poli tecnologici locali per progetti di ricerca e sviluppo d'impresa
  • Kilometro Rosso: distretto dell’innovazione con laboratori di ricerca, spazi per lo sviluppo di prototipi e progetti avanzati in collaborazione con aziende e università
  • POINT di Dalmine: spazi e servizi per imprese, uffici tecnici e laboratori di ricerca orientati all'innovazione digitale e industriale.
  • ITS Academy di Bergamo: Fondazioni attive sul territorio per preparare tecnici specializzati in meccatronica, mobilità sostenibile e nuove tecnologie per la vit