MonumentiSituato sulle prime propaggini collinari delle Alpi Orobie, il territorio fu colonizzato dai Celti (epoca di formazione del nucleo di Rosciate) e successivamente dai Romani. Nel V secolo i Visigoti di Alarico costrinsero gli abitanti dei luoghi a rifugiarsi sul Monte Bastia. Il ripopolamento a valle avvenne dopo l’arrivo dei Longobardi. A quest’epoca si fa risalire la fondazione di Scanzo. Già sotto il dominio romano si era definito il ruolo strategico del territorio, legato al passaggio del fiume Serio. In imprecisata epoca romana (forse già nella fase repubblicana) venne costruito il ponte Marzio: che rappresentava l'unico passaggio sicuro e il principale collegamento per muoversi verso Bergamo e la val Seriana e per connettersi al fondamentale asse di rilevanza militare e commerciale tra la stessa Bergamo e Brescia (Bergomum-Brixia). Una posizione-chiave nella viabilità bergamasca anche in epoche successive.
La presenza longobarda ha lasciato in eredità un importante reperto archeologico e alcuni edifici sacri, quasi del tutto trasformati nel tempo
Archeologia - Da una sepoltura longobarda rinvenuta nel 1845 nel giardino di una villa signorile di Scanzo, proviene un prezioso umbone di scudo da parata, decorato con una placchetta in bronzo dorato la cui forma ad archi intrecciati richiama il culto di Odino o Wotan, il dio guerriero del pantheon germanico sotto la cui protezione si poneva il proprietario dello scudo. L’importante reperto, datato alla prima metà del VI secolo, è esposto nel Civico Museo Archeologico di Bergamo.
Chiesa di S. Anna (poi intitolata a S. Pietro): situata a Scanzo, è considerata la chiesetta più antica, nel locale contesto longobardo, certamente rielaborata nell’857 dal vescovo di Bergamo, Giovanni. L'edificio presenta una pianta quadrata con una colonna centrale che sostiene quattro volte a crociera. Sono presenti tracce di un antico fonte battesimale e una lapide in arenaria gialla con una croce, anch'essa ascrivibile al periodo.
Chiesa di S. Pantaleone - Impostata nel VI sec. nella frazione di Negrone trova origine in un precedente luogo di eremitaggio. Tra il XIII e il XIV sec. l’edificio subì un totale rifacimento fu del tutto rifatta con la costruzione del porticato esterno, di un'abside con numerosi affreschi e con l’adiacente torre campanaria.