Nel contesto dell’Itinerario “Longobard Ways across Europe” un ruolo preminente - quale obiettivo turistico-culturale - spetta al Cluster Monza-Brianza, la cui identificazione territoriale è frutto del valore storico e geografico assunto da quest’area nella fase di vera e propria fondazione del Regno longobardo d’Italia. Un periodo che, per semplicità di classificazione, può essere indicato come il “Periodo delle due regine”: Teodolinda (589-627) e la figlia Gundeperga (626-652). Alla loro forte influenza e alle conquiste militari dei loro mariti - i re Autari e Agilulfo per la prima; i re Arioaldo e Rotari per la seconda - si devono gli ampliamenti territoriali e gli sviluppi culturali che sorressero l’architettura e il consolidamento del Regno.
Confini del Cluster
Il territorio del Cluster Monza-Brianza svolse importanti funzioni di difesa militare lungo assi strategici, di odierno fascino turistico-ambientale. In base a tali storiche evidenze strategiche i confini del Cluster sono stati così disegnati:
Direttrici viarie
Sempre sotto il profilo storico-turistico vanno considerate le principali direttrici viarie dell’epoca altomedievale e degli apprestamenti difensivi minori (castra e luoghi fortificati), in gran parte mutuati dai Longobardi dalle precedenti epoche romana e gota. Assi viari fondamentali - che confluivano in direzione dell’oltralpe svizzero (Raetia Secunda) erano: la direttrice verso Nord, che da Milano - toccando Monza - conduceva al lago di Como in connessione con la strada consolare per Aquileia; la direttrice romana che, attraverso l’Adda, collegava alla metropoli imperiale di Aquileia e che- anche in epoca longobarda - aveva come snodi e punti strategici di controllo lungo il tratto Como-Bergamo i siti di Civate e di Garlate e il sovrastante monte Barro.